Implantologia dentale: quali sono le controindicazioni e rischi?

Le domande che solitamente mi vengono poste quando si parla di implantologia dentale sono relative alle controindicazioni ed i rischi di questo tipo di trattamento.

  • Il fumo
  • Diabete
  • Utilizzo di farmaci anticoaugulanti
  • Radioterapia
  • Chemioterapia 
  • Casi di osteoporosi grave con utilizzo di bifosfonati
  • Igiene orale
  • Ritiro dell'osso gengivale
  • Allergie
  • Rigetto 
Queste sopra elencate sono le aree di anamnesi all'interno delle quali mi muovo prima di consigliare un impianto dentale in quanto sono delle controindicazioni assolute all'impianto dentale per via dei rischi che alcune patologie portano prima, durante e dopo il trattamento.

FUMO E IMPIANTI DENTALI 

Il fumo per me è al primo posto delle controindicazioni quando si è decisi nel procedere con un impianto dentale ed i motivi sono ovviamente tanti, basti sapere che in Italia il 22% della popolazione fuma e quindi è una grossa controindicazione all'impianto dentale per una percentuale importante delle persone.
A testimonianza di ciò esiste uno studio pubblicato dal Journal of Dentistry all'interno del quale viene spiegato che il fumo incide negativamente sul successo degli impianti dentali. Fra i fumatori accaniti, infatti, il rischio di fallimento è il doppio rispetto a chi non fuma.

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La nicotina riduce l'apporto di sangue nell'osso dove viene posizionato il nuovo impianto, questo riduce la capacità di cicatrizzazione dell'osso e quindi il rischio più importante è quello di ritardare la guarigione ed in alcuni casi non raggiungerla mai, comportando infine la perdita dell'intero impianto dentale. 
Perciò i fumatori accaniti avranno una riduzione delle difese immunitarie, un'alterazione del microcircolo sanguinio che porterà all'infiammazione delle gengive, ad una mancanza di integrazione ed in alcuni casi ad una infiammazione dell'osso intorno all'impianto, definita perimplantite. 
In sostanza se viene effettuato l'impianto dentale in un paziente fumatore accanito e questo fuma subito dopo l'intervento si può avere o una riduzione dell'attacco dell'osso nell'impianto (nei casi più fortunati) oppure la perdita totale dell'impianto.
C'è da dire che a prescindere il fumo è dannoso per tanti motivi e non serve che debba ribadirlo io, tuttavia anche il quantitativo di sigarette fumate fa la differenza, il consiglio è quello di limitarle al massimo.

Il consiglio quindi è quella di smettere completamente di fumare nel periodo immediatamente successivo all'intervento di implantologia dentale almeno per 2 settimane o altrimenti ridurre al minimo la quantità di sigarette fumate.

DIABETE E IMPIANTI DENTALI

Assieme al fumo, il diabete, è una patologia che colpisce una fetta importante della popolazione, ne sono la prova evidente i numeri qui di seguito riportati elaborati da:  Annali AMD 2018, ISTAT 2017, Associazione Ricerca e Diabete, SID, Italian Diabetes & Obesity Barometer Report 2018

  • 3,27 milioni di persone dichiarano di avere il diabete, ovvero 1 persona su 18 (5,4%) e 1 persona su 6 se consideriamo gli anziani di 65 anni e oltre
  • 1 milione sono le persone che non sanno di avere il diabete
  • 4 milioni sono le persone ad alto rischio di sviluppare il diabete
  • Su 10 persone con diabete, il 70% ha più di 65 anni e il 40% ha più di 75 anni
  • Ogni 2 minuti una persona riceve diagnosi di diabete
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Tra i danni che il diabete porta alla bocca c'è una alterazione della saliva, del microcircolo nella bocca che a sua volta comporta gengivite e parodontite con ritiro della cresta ossea. Per fare una analogia che rende meglio l'idea è come possedere un prato che agli occhi si presenta bene ma che è situato su un terreno arido o non idoneo alla coltivazione.

Infatti nel diabete l'alterazione del microcircolo porta ad un'irrorazione dell'osso non adeguata e quindi questo comporta una peggiore guarigione dell'osso intorno all'impianto dentale così come anche la riduzione dell'altezza della cresta ossea diminuisce.

Questa riduzione di osso è quella che viene definita parodontite.

In sostanza il rischio per chi soffre di diabete è più elevato, i pazienti diabetici hanno tre volte più probabilità di contrarre la parodontite. Inoltre, quando il paziente soffre di parodontite è più difficile tenere sotto controllo il diabete, può sembrare una ovvietà ma gli studi confermano che il paziente che soffre sia di parodontite che di diabete rischia maggiorente rispetto a chi soffre solo di diabete di ammalarsi di altre patologie come le malattie renali, le malattie cardiovascolari e le retinopatie. Perciò l'abbinamento del diabete con la parodontite peggiora la situazione della salute in generale e quindi ne risente l'impianto dentale.

Il diabete, con 425 milioni di casi, è una delle malattie più diffuse nel mondo e secondo la Federazione Internazionale del Diabete (IDF) sarebbero circa la metà di essi (212 milioni di malati) a non essere stati ancora diagnosticati.

Secondo gli ultimi studi scientifici esiste una chiara correlazione bidirezionale tale per cui il diabete, specie nelle forme meno controllate, influenza rischio, gravità e progressione della parodontite, quindi le malattie delle gengive sono in grado di peggiorare il decorso del diabete sia nella vita di tutti i giorni che nella terapia tramite farmaci. 

Questo fa sì che i pazienti che presentano parodontite hanno anche un rischio più elevato di diabete e che il diabete a sua volta aumenti la possibilità di tre volte di contrarre la parodontite.
Come se non bastasse, in questi casi, mantenere una terapia diabetica efficace risulta essere più difficile, perciò eseguire l'implantologia dentale su pazienti con diabete scompensato è parodontopatia necessita di maggiori attenzioni.

Per questo come medico odontoiatra il mio ruolo è quello non solo di trattare con consapevolezza questa tipologia di pazienti, ma anche di sensibilizzare l’importanza della prevenzione, insegnando le pratiche di igiene orale e gli strumenti idonei per mantenerla.

Il diabete quindi va tenuto sotto controllo prima di effettuare un intervento di implantologia dentale e per farlo bisogna riportare i valori di glicemia entro un range idoneo per mezzo di una cura seguita da un medico diabetologo, diversamente un diabete non controllato nel lungo termine porta alla perdita degli impianti dentali.


UTILIZZO FARMACI ANTICOAUGULANTI

Un'altra area di rischio per chi vuole sottoporsi ad un intervento di implantologia dentale sono quei pazienti che necessitano dell'utilizzo di farmaci anticoaugulanti.

Quali sono i farmaci anticoauglanti?
  • Antiaggreganti piastrinici (antitrombotici)
  • Acido acetilsalicilico
  • Ticlopidina
  • Clopidogrel
I pazienti che prendono questi farmaci possono presentare una minor coaugulazione durante l'intervento di implantologia, indipendentemente dal tipo di tecnica utilizzata e la facilità di formazione di ematomi sul viso nei giorni immediatamente successivi al posizionamento dell'impianto dentale. Per questo motivo è importante fare un esame del sangue per valutare il numero di piastrine.

Quando servono i farmaci anticoaugulanti?
Essendo quella dell'implantologia dentale una delle pratiche più invasive all'interno dei vari trattamenti odontoiatrici possibili è necessario valutare con molta attenzione questi pazienti. Queste persone in genere assumono questi farmaci per malattie cardiovascolari come: 

  • alterazioni del ritmo cardiaco (fibrillazione atriale);
  • presenza di valvole cardiache;
  • terapia nel decorso post-infartuale;
  • alterazioni del circolo carotideo (stenosi significative);
  • patologie del sistema venoso degli arti inferiori;
  • vasculopatici-flebotrombosi;
  • embolie polmonari;
  • attacchi ischemici transitori (TIA).
In altri casi è l'organismo stesso che non produce gli elementi coinvolti nella coaugulazione del sangue: 
  • coagulopatie congenite (emofilia, malattia di Von Willebrand, carenza fattore VII…);
  • epatopatie;
  • piastrinopenie.
Come dottoressa il mio personale parere è quello di valutare con molta attenzione ogni singolo caso ed interpellare la struttura e il curante che segue il paziente per queste patologie, quando si decide di affrontare un intervento di implantologia dentale, che sia esso a carico immediato o differito.